Favara

L'antica Favara, dall'arabo Fawar "sorgente d'acqua zampillante", secondo diversi studiosi ebbe origine da un antico casale arabo.

piazza cavour vafaraIl Comune, con quasi 33.000 abitanti, si trova in provincia di Agrigento a pochi km dalla città, arroccato su una splendida collina chiamata Monte Caltafaraci, nel dialetto locale "Muntagnedda". Uliveti, vigneti, mandorleti e pascoli caratterizzano il suo paesaggio rurale, la cui economia è basata principalmente sull'agricoltura, l'artigianato e l'edilizia. Le prime testimonianze protostoriche relative alla presenza di insediamenti in loco, si fanno risalire alla tarda Età del Rame (2400-1900 a. C. circa), ciò grazie al rinvenimento, in una grotta in Contrada Ticchiara, di ceramica monocroma rossa dello stile di Malpasso, databile a quest'epoca.

Agli inizi dell'Età del Bronzo (1900-1450 a. C. circa) si data invece una sepoltura rinvenuta in Contrada Grazia Vicina, che ha fornito ceramica acroma d'impasto grigiastro ricollegabile alla ceramica di Castelluccio della prima Età del Bronzo della Sicilia centro-meridionale. Appare invece più tarda un'altra sepoltura, in Contrada San Vincenzo, databile alla media Età del Bronzo (1450 a. C. circa).

In Contrada Santo Stefano è stata addirittura rinvenuta una vera e propria necropoli sicana rivisitata poi in età bizantina. In età storica, anche il territorio favarese fu interessato dalla dominazione greca, preponderante in Sicilia, di cui restano tracce di un'antica fortificazione in Contrada Caltafaraci. Risultano invece di età romana i resti archeologici rinvenuti in Contrada Saraceno e riconducibili ad una villa della fine del I sec. a. C., con ambienti termali rifiniti a mosaico.

In Contrada Saraceno, abbiamo testimonianza della dominazione araba a Favara grazie alla presenza di un insediamento e dalla permanenza di numerosi toponimi di matrice araba. Notizie più documentate portano a ritenere che la formazione del primo nucleo abitativo di Fabaria avvenne nel XIII secolo, attorno al Castello (oggi conosciuto anche come Palazzo Medievale) fatto costruire da Federico II come lussuosa dimora dell'immensa riserva di caccia che partendo dal litorale di San Leone arrivava sino a Favara. I Chiaramonte scelsero questo posto particolarmente importante per le vie di comunicazione e per la fertilità del territorio dovuta alle numerose sorgenti d'acqua.

Palazz Salvatore CafisiDalla fine del XIV secolo furono signori di Favara i Parapertusa, che assistettero ad una grave crisi demografica dell'insediamento; a seguire, i De Marinis, contribuirono al ripopolamento del paese; dopo di loro, si susseguirono, fino al XIX secolo, le famiglie degli Aragona Pignatelli e dei Cortes. L'impianto tipicamente medievale caratterizza tutt'oggi il centro storico del paese. Nel 1530 i Minori Conventuali costruirono inizialmente il loro primo convento nell'area nord della città; nel 1574 si trasferirono nell'area est, sulla collina di San Francesco. In tal modo con la loro presenza favorirono la crescita della città secondo queste due direttrici di espansione.

Nel 1700 le prime industrie di zolfo e concerie di pelle favorirono la nascita di una borghesia cittadina e nel 1800 le miniere di zolfo, che erano circa una ventina, costituirono la vera ricchezza della città. Oggi purtroppo le tradizionali zolfare, tra cui la miniera Ciavolotta e la miniera Lucia, sono state chiuse a causa della forte concorrenza dello zolfo americano il cui processo estrattivo più moderno ed economico ha abbassato notevolmente i prezzi.